Quarto incontro quaresimale: "Le questioni oscure sul personaggio di Pietro de Marone" | Diocesi di Trivento

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Quarto incontro quaresimale: "Le questioni oscure sul personaggio di Pietro de Marone"

Quarto incontro quaresimale: La Curia Vescovile di Trivento, il Consiglio Pastorale Interparrocchiale e le parrocchie di Trivento hanno organizzato per sabato 13 Marzo, alle ore 17.45, presso il salone del Centro Sociale di Colle San Giovanni, per il ciclo delle conferenze-dibattito quaresimali, un incontro per approfondire il significato culturale e il valore spirituale dell’Anno Celestiniano. Il tema dell’incontro è questo: "Le questioni oscure sul personaggio di Pietro de Marone"; il relatore ufficiale sarà il bravissimo ed affermato conferenziere Prof. Francesco Bozza

Il valente prof. Francesco Bozza è nativo di Limosano (CB) e risiede a Campobasso.

Egli fa parte del Comitato Diocesano istituito dall’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano per l'anno celestiniano 2009-2010, voluto e scelto personalmente da S.E. Mons. Bregantini,

Il conferenziere si occupa da diversi anni delle più complesse problematiche connesse alle ricostruzioni storiche quali: la identificazione del sito di Tiphernum, la ‘lunga durata’ della Diocesi di Limosano, le caratteristiche ed i tipi del monachesimo, anche femminile, in Molise, le presenze patrimoniali e le influenze degli ordini cavallereschi e, nello specifico, dei Templari e, soprattutto, le nuove ipotesi su Celestino V.

Attualmente il prof. Bozza si occupa di una ricerca su "Il monachesimo altomedievale: tipologie, forme e strutture organizzative sul territorio".

C’è da aggiungere che il conferenziere-scrittore partecipa frequentemente come illustre esperto a numerose conferenze e convegni di alto spessore storico e ha al suo attivo numerose e apprezzate pubblicazioni non solo di carattere storico-scientifico, ma anche di tenore poetico, tra le quali degne di menzione sono Il gabbiano e il mare, raccolta di 101 poesie, per le Edizioni Enne di Campobasso, 2002 e Le mani mie nel mare, una raccolta di 38 poesie con la collaborazione paritaria (con altre 38 poesie) della poetessa rumena EMA CHIRIAC, in pubblicazione internazionale (a Bucarest) nel mese di ottobre 2007.

Siccome a giugno avremo la grazia di ospitare nella nostra Diocesi per un mese intero il corpo santo di papa Celestino, è bene cominciare a conoscere la vita di questo santo eremita e la traccia profonda che ha lasciato nella storia della Chiesa.

Papa Celestino V al secolo si chiamava Pietro Angeleri da Morrone, è nato probabilmente a Sant’Angelo Limosano, circa il 1209 d. C., fu eletto papa il 5 luglio 1294 e ricevette la tiara, presso la Basilica di Santa Maria di Collemaggio nella città di Aquila, il 29 agosto dello stesso anno. Il 13 dicembre 1294 rinunciò al pontificato e morì nel castello di Fumone nel Lazio il 19 maggio 1296.

San Celestino V è patrono di Isernia e compatrono dell'Aquila, di Urbino e del Molise. Questi viene ricordato per l’austerità della vita eremitica, la rinuncia al pontificato, le circostanze dubbie della morte e per le numerose citazioni letterarie. E’ un papa caro ai Triventini per una sua bolla, conservata nell’archivio diocesano di Chieti, con la quale concedeva le indulgenze giubilari al convento di Maiella poi distrutto dal terremoto del 1456 e il cui portale si conserva ancora in bella mostra in piazza Cattedrale.

Celestino da Morrone è l’unico pontefice di origine molisana ed è l’unico papa che ha rinunciato al pontificato con la Bolla speciale, datata Napoli, 13 dicembre 1294, nella quale così si esprimeva: «Io Papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, per umiltà e debolezza del mio corpo e la malignità della plebe [di questa plebe], al fine di recuperare con la consolazione della vita di prima, la tranquillità perduta, abbandono liberamente e spontaneamente il Pontificato e rinuncio espressamente al trono, alla dignità, all'onere e all'onore che esso comporta, dando sin da questo momento al sacro Collegio dei Cardinali la facoltà di scegliere e provvedere, secondo le leggi canoniche, di un pastore la Chiesa Universale».

Dal professore Bozza, bravissimo studioso, esperto e competente delle “cose passate” molisane e in questo è, di certo, tra i più aggiornati, sabato prossimo, riceveremo lumi sufficienti per conoscere ed apprezzare l’umile papa Celestino, che è pur sempre veramente un grande santo e un personaggio stupendo il quale tanto onore ha dato al nostro Molise.Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali - Comunicato StampaTrivento (CB), 10 marzo 2010

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