Domenica 21 novembre 2010 anche nella nostra Diocesi si celebra la Giornata per il sostentamento del clero sul tema: "I sacerdoti aiutano tutti. Aiuta tutti i sacerdoti" | Diocesi di Trivento

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Domenica 21 novembre 2010 anche nella nostra Diocesi si celebra la Giornata per il sostentamento del clero sul tema: "I sacerdoti aiutano tutti. Aiuta tutti i sacerdoti"

Domenica 21 novembre 2010 anche nella nostra Diocesi si celebra la Giornata per il sostentamento del clero sul tema: Il prossimo 21 novembre, domenica di Cristo Re, Giornata nazionale di sensibilizzazione delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti, 26 mila campanili si diffonderanno nelle parrocchie italiane. Stiamo parlando, naturalmente, di quelli che contengono i pieghevoli completi di bollettino postale attraverso cui sarà possibile effettuare l'Offerta e sui quali si legge "I sacerdoti aiutano tutti. Aiuta tutti i sacerdoti".

È questa la Giornata di sensibilizzazione per il Sostentamento del clero, promossa dalla CEI, la Conferenza episcopale italiana, che ogni anno a fine ciclo liturgico si svolge in tutta Italia sul tema "I sacerdoti aiutano tutti. Aiuta tutti i sacerdoti".

Per ciascun fedele è l'occasione per meglio comprendere l'attività dei 39 mila sacerdoti presenti in Italia e per conoscere come le offerte versate vengono impiegate, anche per controbattere alcuni organi di informazione stanno promuovendo una campagna di disinformazione accusando la Chiesa di gravare eccessivamente sulle tasche degli italiani.

Si tratta di vere e proprie falsità: la Chiesa è stata chiamata ad un grandissimo sforzo di trasparenza verso i cittadini da quando con il nuovo Concordato non ha più nulla di garantito dallo Stato e sia l'8 per mille sia le offerte per il clero, che appunto sono le due nuove forme di sostegno economico, vivono della partecipazione libera dei fedeli. Per questo la Chiesa in questi anni si è molto organizzata per rendere pubblici e trasparenti i bilanci a livello nazionale della CEI, a livello diocesano e anche a livello parrocchiale. Le recenti polemiche sui giornali sono originate da una volontà di curiosare o creare degli scoop falsi, sollecitando un pochino la curiosità dei fedeli su cose che assolutamente non sono vere.

Si raccolgono per il clero oltre 16 milioni di euro, che sono la quarta raccolta fondi d'Italia, dopo colossi come la ricerca per il cancro, UNICEF e Telethon, che possono impiegare mezzi di propaganda e di sensibilizzazione che ovviamente noi per i preti non possiamo usare. Quindi, la generosità degli italiani verso i sacerdoti è altissima. I sacerdoti in Italia sono 39 mila, percepiscono una remunerazione mensile per 12 mensilità che oscilla tra gli 800 euro del prete appena ordinato ai 1.200 del cardinale nel pieno del suo sacerdozio. Questi soldi sono pochi, ma moltiplicati per 39 mila e inserendo anche le tasse IRPEF, si arriva a 500 mila euro circa di fabbisogno annuale per il sostentamento del clero. Metà di questo è autofinanziato dagli stipendi propri dei sacerdoti, dalle comunità parrocchiali e dai beni della Chiesa. Il resto è affidato ai fedeli.

È doveroso ed opportuno ricordare che le offerte al clero non riguardano solamente i sacerdoti attivi, ma anche quei sacerdoti che non prestano più servizio, gli anziani...

Per meglio capire approfondiamoanche il discorso dell'otto per mille: i soldi dell'otto per mille sono i soldi della gente affidati alla Chiesa che li rimette sempre a disposizione della gente. Mi pare il caso di spendere qualche parola di chiarimento a proposito, per smorzare sul nascere inutili, pretestuose e preordinate polemiche.

L'otto per mille è quell'istituto con cui lo Stato italiano devolve l'8‰ del gettito fiscale IRPEF a se stesso, alla Chiesa Cattolica o ad altre confessioni religiose: il meccanismo fu messo a punto dopo il nuovo Concordato del 1984, quando il cattolicesimo cessò di essere religione di Stato, e quindi divenne impossibile pagare direttamente gli stipendi del clero con i soldi pubblici, come invece avveniva a partire dal Concordato del 1929.

Mons. Pietro Farina, vescovo di Caserta e presidente del Comitato per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, nella prefazione dell'interessante libro "Firmo dunque dono", edito da Fisc Servizi e nato dalla collaborazione tra Sir (Servizio informazione religiosa) e Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), così scrive: "A distanza di vent'anni dal suo inizio, il nuovo sistema di sostegno economico alla Chiesa cattolica, noto come otto per mille, comincia a manifestare anche nelle opere il suo volto e la sua validità".

Proprio di questo parla il libro, delle storie dei milioni di beneficiari delle opere realizzate dalle Diocesi italiane e dalla Cei in ambiti sociali, culturali ed educativi.

E don Giorgio Zucchelli, presidente della Fisc, nella presentazione del bel volume ha sottolineato: "Il volume racconta quanto 28 diocesi, grazie ai fondi dell'otto per mille, hanno realizzato in Italia e la Cei in sei Paesi del Terzo mondo. Si tratta di poche esemplificazioni che rendono tuttavia ragione di tante altre opere numericamente ben superiori".

Numerosi sono stati anche gli interventi nei Paesi del Terzo Mondo: tra questi l'aiuto alla popolazione dello Sri Lanka che il 26 dicembre 2004 è stata travolta dallo tsunami. Gli abitanti di quella regione videro l'onda gigante portarsi via i loro cari (si calcola che i morti siano stati 4.700), gli animali, le abitazioni, le barche e gli attrezzi per lavorare e, soprattutto, qualsiasi speranza nel futuro. In quell'occasione numerose Caritas di tutto il mondo si sono mobilitate per aiutare queste persone che, nel giro di poche ore, hanno visto la loro vita distruggersi e dovevano comunque restare lì a combattere per la sopravvivenza, senza alcun mezzo per farlo. "Il lavoro in quel momento era una priorità, per sottrarre i villaggi a chi avrebbe potuto sfruttare la debolezza dei sopravvissuti. Per questo la Caritas ha ripristinato le fonti di reddito della popolazione donando a tutte le famiglie di pescatori barche e attrezzi per la pesca", così afferma mons. Piergiuseppe Vacchelli, che ha curato in prima persona l'emergenza tsunami in qualità, in quel momento, di responsabile del Comitato Cei per gli interventi nel terzo mondo. "Il cibo - conclude - avrebbe sfamato quella gente per un giorno, mentre la possibilità di pescare permetterà loro di placare la fame per sempre".

Valgano tre esempi per tutti al nord, al centro e al sud.

Un nuovo oratorio per la chiesa di Lizzana. Fondi raccolti dall'otto per mille, per esempio, sono stati usati per finanziare i due anni e mezzo di lavori per costruire il nuovo oratorio nella chiesa di Lizzana (Rovereto), nella diocesi di Trento, dove oggi trovano alloggio tutti i gruppi della catechesi, della Caritas, il coro parrocchiale, il bar e le scuole sportive e musicali. Oggi nell'oratorio trascorrono le loro giornate gli anziani che ritrovano finalmente la struttura nella quale sono cresciuti e le famiglie, che riconoscono nella chiesa di Lizzana e nell'entusiasmo del parroco, don Elio Paradisi, un alleato nell'impegno educativo dei loro ragazzi.

Perché dimenticarci che i fondi dell'otto per mille sono serviti anche per far fronte alle emergenze, come in Abruzzo, colpito il 6 aprile 2009 da un terremoto che ha devastato L'Aquila e le province circostanti. In quell'occasione, grazie alle offerte confluite sui conti correnti aperti appositamente dalla Caritas e ai fondi stanziati dalla Cei, si sono raccolti 11 milioni di euro, necessari per prestare soccorso e assistenza agli sfollati e per iniziare la ricostruzione della città e la costruzione di nuove chiese, centri educativi e strutture abitative.

Ha scritto don Emanuele Ferro, direttore del settimanale diocesano di Taranto (Nuovo Dialogo), che "L'otto per mille è anche questo: dare la possibilità a chi ha sbagliato di ripartire e ricominciare a vivere". Quindi, non solo per le opere di recupero e costruzione di strutture, ma serve anche a promuovere e sostenere progetti per la comunità, come "Kairos" per il recupero dei detenuti, realizzato nell'arcidiocesi di Taranto. Quest'iniziativa ha permesso a molte persone, durante la detenzione, di seguire corsi di formazione nel campo della ristorazione, della riparazione di elettrodomestici, della falegnameria e delle nuove tecnologie, come grafica web. Il 70% di loro, finito il corso e scontata la pena, risulta impiegato in questi campi professionali.

Per questo mons. Mauro Rivella, sottosegretario della Cei, ha ribadito che: "È abituale che la Chiesa intervenga, in Italia e all'estero, quando ci sono delle emergenze, attingendo ai fondi dell'otto per mille destinati alla carità".Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali - Comunicato StampaDiocesi di Trivento, 17 novembre 2010

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