Terza conferenza del ciclo sulla Dottrina sociale della Chiesa dal titolo "La leadership e l’imprenditorialità cristiane". | Diocesi di Trivento

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Terza conferenza del ciclo sulla Dottrina sociale della Chiesa dal titolo "La leadership e l’imprenditorialità cristiane".

Terza conferenza del ciclo sulla Dottrina sociale della Chiesa dal titolo

Il titolo della conferenza è "La leadership e l’imprenditorialità cristiane" e relatore ne è il dotto conferenziere padre Luciano Larivera, gesuita originario di Montefalcone e redattore della prestigiosa rivista Civiltà Cattolica.

Il cristiano non è solo quello buono e bravo che frequenta le devote sacrestie, o che si profuma d’incenso nelle grandi solennità, o che ricerca l’affiliazione in associazioni paludate di vanagloriose palandrane. Il vero cristiano è l’individuo impegnato seriamente nell’annuncio del Vangelo e nella sua applicazione alla vita di ogni giorno, tenendo conto anche della dottrina sociale della Chiesa. In altre parole è colui che, immerso nel solco della travagliata vicenda sociale, contribuisce a creare e a consolidare la democrazia politica del suo paese, partecipando attivamente alla vita politica e sociale della comunità e si fa parte responsabile della azione educativa e religiosa della Chiesa, nella difesa della dignità della persona umana e dei diritti dei lavoratori.

Chi vuol far riferimento a tale dottrina, dalla Rerum Novarum di Leone XIII alla Centesimus Annus, alla Caritas in Veritate di Benedetto XVI, coglie in pieno l’attenzione e la cura della Chiesa ai problemi dei lavoratori e delle loro famiglie, per la loro crescita in ogni realtà storica.
Si comprende così l’assillo del nostro Vescovo mons. Scotti per una maggiore testimonianza della Diocesi di Trivento all’impegno formativo, alla proposta sociale solidaristica, alla caparbia volontà di un rapporto responsabile, da autentici laici credenti, nella Chiesa, popolo di Dio, e nella società civile.

Ognuno di noi partecipa alla sfida che i cattolici italiani sentono davanti ad una società che vive in tutto il territorio le grandi crisi economiche, etiche, culturali, familiari, politiche e religiose. Il settimanale Famiglia Cristiana, nel suo editoriale di qualche tempo fa, affermava che i laici cristiani hanno sempre più la consapevolezza che "l’Italia non potrà uscire dalla difficile situazione in cui si trova senza l’apporto dei cattolici", senza che questi potessero "saltare una posta", riservandosi almeno una pausa di attesa, ma si devono impegnassero contemporaneamente a curare la loro formazione e ad operare nel campo del lavoro, del volontariato e del sociale.

Senza i cattolici ci si ritroverebbe più povero e inquieto e le istituzioni prive di partecipazione popolare e di controlli democratici. Il movimento laicale cattolico, oggi, nella massima sintonia con le preoccupazioni della Chiesa, di cui si sente parte integrante, rivolge tutto l’interesse culturale ed organizzativo ai grandi temi della cristianità ed ai doveri di cittadinanza nei territori e nelle regioni del Paese, dove maggiori sono i bisogni economici, sociali, etici, di libertà e di lavoro, così presenti nelle tematiche e nelle attenzioni della stessa CEI.

Confortati ed ispirati in ciò dalla dottrina sociale della Chiesa, i laici del nostro tempo e delle nostre parrocchie devono sentire, infatti, di dovere rivivere i momenti più significativi di quei movimenti professionali, imprenditoriali, operai e contadini del Paese che hanno segnato gli anni della Costituente e della ricostruzione, mettendo in atto carismi, strumenti, relazioni, per realizzare, nel nostro martoriato territorio, da testimoni generosi, condizioni per l’affermazione dei valori evangelici di solidarietà e di fratellanza della cristianità verso le nuove povertà e le emergenze dei lavoratori e delle loro famiglie.

La risposta, che occorre ora costruire per l’agenda del futuro, come è stato evidenziato giustamente durante la Settimana sociale dei cattolici di Reggio Calabria, non è più velleitaria ed isolata, ma deve essere convinta, ponderata, pronta e diffusa, nell’intero territorio, operando in tutti i settori della vita di relazione, da quelli della formazione a quelli del lavoro, come pure in quelli dell’organizzazione economica e sociale.

La scuola "Paolo Borsellino" , in tutto questo, dà, continuamente e da tanti anni, un notevole contributo di idee, di stimoli, di proposte e di collaborazione.

Ufficio comunicazioni sociali - TriventoTrivento (CB), 26 gennaio 2011

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