Il nostro non è un vagabondaggio, ma un pellegrinaggio verso il Regno | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Il nostro non è un vagabondaggio, ma un pellegrinaggio verso il Regno

Il nostro non è un vagabondaggio, ma un pellegrinaggio verso il Regno Nonostante le vacanze fossero di puro relax, in montagna o al mare, spero che almeno non è mancata per alcuni la ricerca di una chiesa, tanto da trasformare la stessa vacanza in occasione di pellegrinaggio, cosa veramente bella.
E al posto dei soliti, inutili e pacchiani, souvenir mi auguro che ci siamo riportati a casa tanta voglia di migliorare e un po’ più di fede.

Eccoci quindi di nuovo tra noi, per l’inizio di un nuovo anno pastorale: è tempo di cominciare a sistemare un po’ di cose. Vorrei ricordare, a me e a tutti, la frase di Leo Buscaglia: “Il tempo non guarda in faccia a nessuno. Chissà se verrà mai il giorno in cui saremo abbastanza coraggiosi da fare lo stesso anche noi?”.

Ripeto ancora il tempo, e non il denaro come dicono gli inglesi, è e resta la moneta più preziosa e più difficile da spendere: alla fine della vita saremo giudicati non su come abbiamo speso il denaro, ma su come abbiamo investito il nostro tempo.
Quando una persona riscopre la proprio spiritualità molte cose cambiano. Allorquando si è consapevoli di ciò in cui si crede e si è sicuri del proprio percorso e della propria scelta tutto cambia. E quello il momento che il nostro cuore si riempie di gioia e felicità anche se magari attorno a noi e nella nostra vita accadono cose che possono essere poco piacevoli.

Riprendiamo, con molta calma, il nostro percorso spirituale e molte cose cominceranno a mutare e piano piano, pur tra dubbi, incertezze e incidenti di percorso, alla fine troverai tanta gioia nel tuo cuore perché ti accorgerai che il Signore è sempre accanto a te, in ogni occasione.

E’ possibile abbandonarsi a Dio e avere piena fiducia in Lui, scoprilo anche tu, sulla tua stessa pelle, ciò è vero, ciò è possibile! Riprendi la lettura giornaliera della Bibbia e l'anima tua si riempie, e ogni giorno si arricchisce sempre di più.
In India si racconta di un pellegrino che camminava per la strada e ad un certo punto vide sul ciglio della strada una cosa strana, una pietra nera, ebbe dei dubbi: gli sembrava un serpente, si avvicinò per verificare e un serpente lo morse e lo uccise. Il giorno dopo per la stessa strada passava un altro viandante allegro e felice che vide la stessa cosa strana, gli sembrò prima una pietra nera, pensò però che potesse essere un merlo, si avvicinò per capire meglio e il merlo cinguettando a squarciagola volò via.
Siamo noi che rendiamo belli o brutti i nostri giorni: vinti dal pessimismo, vediamo tutto nero; se siamo spinti dall’ottimismo tutto diventa più bello e vivibile.

Le ore sono come le virgole nel meraviglioso racconto della nostra stupenda vita, i giorni e i mesi come i punti fermi, le pietre miliari e decisive del nostro procedere nel cammino di fede.

Dopo i punti si va a capo e così ricomincia un nuovo anno pastorale ricco di incontri e gravido di impegni.

C’è una bella espressione spagnola che dice “caminantes somos todos”, siamo tutti pellegrini, il viaggio ognuno se lo porta dentro, nel cuore.

Buona navigazione a tutti.don Mimì FazioliTrivento (CB), 16 settembre 2011

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