Ma è poi davvero così difficile dirsi addio...!!! | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Ma è poi davvero così difficile dirsi addio...!!!

Ma è poi davvero così difficile dirsi addio...!!! Arrivederci lo diciamo con tanta facilità ed estrema superficialità, mentre restiamo perplessi e frastornati se siamo costretti, tutte le volte che le circostanze esterne lo richiedono, a dirci addio. Quando ci è capitato di dover dire questa parola, a secondo delle varie situazioni nelle quali la si doveva usare proprio per forza, davvero è stato così difficile farlo?

Beh, in teoria, a pensare bene, mi verrebbe di dire: e che ci vuole? È una parola sola, corta corta, formata da solo cinque lettere, tre vocali e una consonante ripetuta due volte! Guarda caso si può dire addio anche con tono ironico, scandendo bene le parole, per darne ancora maggiore risalto allorquando, per esempio, dopo un violento alterco c'è un'amicizia che finisce o dopo una situazione drammatica che non sarà possibile in nessun modo sanare.

Per i più svariati motivi e in mille modi diversi si dice addio: il più spesso delle volte per rabbia, magari dopo una discussione animata o una cocente delusione, oppure per un amore tradito, non senza le lacrime agli occhi e con un nodo stretto alla gola. Si può dire addio costretti dalla disperazione o spinti da esasperazione. Spesso la usiamo per salutare, in occasione di una partenza dopo la quale sappiamo che noi o l'interlocutore non faremo più ritorno, o ancora come estremo saluto verso un nostro caro al momento della sua dipartita terrena.
“La tua assenza ormai è divenuta forte presenza nel mio cuore. Anni fa sentivo il peso del dolore soffocarmi. Oggi mi lascio andare in balia del vento, mi faccio trasportare dalle onde, dalle onde del tuo amore, o cara mamma. Oggi non sei più su questa terra, ma sarai sempre la sirena del mio cuore”, sono le parole di Franxy Sant

Penso anche agli addii degli amanti, che tale parola la pronunciano magari più di una volta nel corso della loro relazione, addirittura tra pianti e sceneggiate, ma sappiamo che non è mai un addio detto con convinzione. Sì sembrano nel momento convinti nel dirlo, anche con un certo livore di rabbia, ma poi dopo qualche giorno le cose si appianano e tutto ritorna a sorridere.

“E mentre io cerco il tuo sguardo tu non ti accorgi di me. E forse solo quando sarò già lontana da te tu mi vedrai” così ha scritto Susan Randall.
Cioè il vero addio, non sarebbe quello che viene detto con la bocca, con la parola, il vero addio si direbbe in un altro modo e non è così facile da dire come si penserebbe, soprattutto non è così facile da accettare e farsene proprio.
L' addio è anche una invocazione, un voto, un affidamento, una consegna... alla volontà di Dio.

L'addio è un saluto, un augurio eterno che non si può cancellare. Più che una lacrima che si versa e una luce che si accende...
Il padre al figlio che si sposa e va via di casa, la madre alla figlia che va ad abitare con lo sposo, il consacrato che cambia luogo di apostolato... una sola parola, al termine, come somma dei soliti convenevoli, dovrebbero saper pronunciare con gioia, con convinzione e con fede: A...DIO ti affido!

Riassumendo, capiamoci bene: quanti alunni a fine anno dicono addio ai propri insegnanti e viceversa? Eppure non succede mai niente di traumatico. Quanti giocatori osannati e riveriti per tutto il campionato alla fine voltano le spalle ai propri tifosi e si accasano perfino con la squadra rivale? Qui si dice semplicemente addio: chi ha avuto avuto chi ha dato ha dato, scordiamoci del passato... e via.

Invece il vero, l'unico ADDIO, per noi cristiani, è quello che parte dal cuore pieno di fiducia nel Signore,... anche se non è facile da dire, però dicendolo voglio, desidero, mi impegno perché tutto, i ricordi festosi, le gioie più belle, il passato indimenticabile, il presente sofferto, tutto lo affido, tutto lo metto nelle mani e nel cuore di Dio. È Lui che ci ha fatti incontrare, è Lui che, se necessario, ci farà incontrare di nuovo. È Lui che ha permesso alla nostra vita di arricchirsi di nuove esperienze. È Lui che deve guidarci ancora ed è sempre Lui, anche se le responsabilità dovessero cambiare, se i luoghi di lavoro e di missione saranno diversi e lontani, che manterrà uniti i nostri cuori, i nostri progetti e i nostri ideali. don Mimì FazioliTrivento (CB), 19 novembre 2012

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