La giornata del 4 luglio, festa di San Casto | Diocesi di Trivento

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La giornata del 4 luglio, festa di San Casto

La giornata del 4 luglio, festa di San Casto

La giornata del 4 luglio, festa di San Casto, primo nostro Evangelizzatore, è stata una occasione memorabile per la Diocesi di Trivento: un intreccio di preghiera, di emozioni, di grande partecipazione di sacerdoti, di autorità civili e militari e di tanti laici provenienti dalla città di Trivento ed anche dalle varie parrocchie della Diocesi.

Tutto questo è stato impreziosito e valorizzato grazie alla presenza qualificata e qualificante del Nunzio Apostolico in Italia S. Ecc. Rev.ma Mons. Adriano Bernardini che, nella chiesa Cattedrale gremita fino all'inverosimile, ha presieduto la solenne concelebrazione e ha dettato una omelia veramente suggestiva.

Il Nunzio,nel primo pomeriggio, ha visitato l’antica ed artistica Cripta di San Casto: ne è rimasto affascinato, ascoltandone le fasi della trasformazione da tempio pagano di Diana a tempio paleocristiano, prima a cielo aperto e poi finalmente completato con il muro perimetrale e le volte a crociere, riutilizzando materiale del tempio primitivo, ma così ben conservato e abbellito da due dipinti bizantini risalenti alla persecuzione iconoclasta. E’ sceso poi a Canneto dove ha visitato il Santuario diocesano della Madonna del sorriso e ha visto i ruderi della villa romana di Publio Florio, lo stesso patrocinatore del tempio alla dea Diana.

In Cattedrale, dopo il canto dei Vespri solenni da parte dei canonici del Capitolo della Cattedrale e la recita del Rosario, è iniziata la solenne concelebrazione in onore di San Casto. Erano presenti: due consiglieri regionali, il presidente della Provincia di Campobasso, alcuni dei massimi graduati delle autorità militari regionali e ben trentaquattro sindaci, sui quaranta che compongono la dimensione civile dei nostri Comuni, e trentacinque sacerdoti.

Il nostro Vescovo Mons. Scotti, all'inizio della celebrazione, ha rivolto il saluto di benvenuto al rappresentante del Papa in Italia, ringraziandolo vivamente ed esprimendo tutta la gioia e la felicità della comunità per l’onore di una presenza così rappresentativa e qualificata ed ha illustrato le peculiarità e la caratteristica della nostra Diocesi: famosa per la tradizione cristiana antichissima e per la conservazione di un forte radicamento nella fede, nonostante sia oggi emarginata dalle autorità civili e minata dal cancro dell'emigrazione.

Nel corso della celebrazione raccolta attenta, devota, animata nei canti più significativi dal Coro della Cattedrale, S. E. l’Arcivescovo Bernardini ha dettato un’omelia stupenda, che è entrata nel cuore dei presenti e in questi giorni successivi viene ricordata e ancora commentata positivamente dai fedeli.
Egli ha commentato, con sapiente profondità e con rara incisività, le parole di Gesù del Vangelo: "Non abbiate paura, non preoccupatevi", analizzando le cause reali, antropologiche e sociali, psicologiche e spirituali delle tante paure che mortificano la vita dell'uomo moderno e suggerendone il valido rimedio, con citazioni abbondanti e specifiche tratte dalla Sacra Scrittura: coloro che seguono Cristo non devono temere niente ed essere più che sicuri della vittoria finale perché è Cristo che ha vinto il male, il peccato e la morte. Anzi Egli è venuto perché ci vuole con Lui per sempre, nella gloria beata del Cielo.

Il Nunzio è rimasto piacevolmente impressionato dei luoghi che ha visitato nel pomeriggio, la Cripta di San Casto e il Santuario della Madonna di Canneto, ha ammirato la pace e la serenità del luogo, ha confidato di aver percepito tutta la vitalità di una Diocesi dinamica e viva, forte nella fede e ben radicata nelle tradizioni religiose, ed ha regalato alla chiesa Cattedrale un pregevole calice. Mons. Scotti ha ricambiato il dono con una campana della Pontificia Fonderia Marinelli.

Una cena comune ha concluso la serata, occasione d’incontro e di scambio di opinioni, di idee e di qualche progetto comune da parte dei numerosi sindaci e dei sacerdoti.

Uno dei sindaci il giorno dopo ha commentato: “grazie alla chiesa, finalmente, ci siamo incontrati, abbiamo dialogato e proposto insieme qualcosa di valido per il bene comune delle nostre aree interne, mettendo da parte l’assurdo egoismo e lo sterile campanilismo”.

Insomma ciò ha fatto capire come nella Diocesi di Trivento ci può essere piena sinergia di intenti e di collaborazione tra le autorità civili tra di loro, con il pieno appoggio di quelle religiose.

Ufficio comunicazioni socialiTrivento, 10 luglio 2013

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