Domenica 1 Febbraio | Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

Domenica 1 Febbraio

Domenica 1 FebbraioDomenica 1 Febbraio Dopo la chiamata dei quatto pescatori, Marco racconta una giornata di Gesù a Cafarnao, vicino al lago di Genezaret. Il primo episodio è la liberazione di un indemoniato, in giorno di sabato, nella sinagoga.

Un miracolo in una sinagoga. La fede e l’esperienza religiosa degli ebrei conosceva il mistero del male, la sua prepotenza nel tenere prigioniera una vita umana, eppure nella consapevolezza che Dio può liberare da questa schiavitù, umanamente invincibile, che lega il potere della morte al mistero del male. Israele ha conosciuto Dio come liberatore e salvatore, così come conosce l'opposizione tra il bene e il male, ma ora, con Gesù, si completa la rivelazione che il Signore è capace di liberare l'uomo dal male. Gesù, che ha appena chiamato i primi discepoli, si trova davanti la presenza del male che si oppone alla sua opera di liberazione.

La liberazione dell’indemoniato in una sinagoga significa che la salvezza è prima di tutto per Israele e la sua tragedia di popolo eletto, che riconosce il “santo di Dio”, ma lo rifiuta violentemente. Il “demone” che si è impossessato di quell’uomo è chiamato più volte “impuro”, per indicare l’opposto della santità di Dio. La sua cacciata diventa così il segno del riavvicinamento di tutti i “lontani” da Dio. E infatti attorno a Gesù si radunano folle in cui si mescola gente di ogni fede e provenienza.

Prima di incontrarsi con l'indemoniato, Gesù mostra di insegnare con autorità e potenza. L'autorità si esprime nell'insegnamento e nella capacità di liberare dal male. È questo che lo distingue dagli scribi: la sua Parola compie quello che dice. Come agli scribi non basta conoscere la Legge e la Scrittura, così all’indemoniato non basta sapere chi è Gesù (gli altri nella sinagoga non lo sanno e fino a che non entra Gesù nessuno capisce che l'uomo è posseduto da uno spirito immondo.

L’azione di Gesù è perentoria: “Taci! Esci da lui!”; prima mette in silenzio, poi manda via. Dopo il gesto, l’effetto: la sua parola “corse” ovunque. La gente è meravigliata per questa dottrina “nuova” che è l’annuncio che il regno di Dio sta per venire, anzi si sta facendo. Gesù comincia ad essere conosciuto anche al di fuori della sua regione, in zone abitate soprattutto da gentili.Mons Angelo Sceppacerca1 febbraio 2015

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