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Ai pellegrini del Cammino di San Francesco Caracciolo

Ai pellegrini del Cammino di San Francesco CaraccioloNella veste di vicesindaco, insieme al Sindaco avv. Lorenzo Marcovecchio e all’intera amministrazione comunale, in rappresentanza della cittadinanza di Agnone, rivolgo un affettuoso saluto a tutti voi pellegrini del Cammino di San Francesco Caracciolo rinnovandovi il tradizionale benvenuto che Agnone vi esprime da quando ha avuto inizio questa decennale tradizione.

Con lo stesso sentimento mi rivolgo al Padre Raffaele Mandolesi, Preposito Generale dei Chierici Regolari Minori, ringraziandolo per la sua presenza e per le sue parole che ci aiutano ad accostarci al santo e a cercare di viverne gli insegnamenti con l’atteggiamento umile e di preghiera che tanto hanno caratterizzato la sua figura.

Ringrazio il Vescovo S. E. Monsignor Domenico Scotti che non manca mai di essere presente nei momenti significativi della nostra collettività, che ci accompagna con l’amorevole guida di buon pastore, insieme a Don Onofrio, Don Alessandro e a tutti gli ecclesiali qui presenti. 

Ringrazio Nicola Caracciolo, attento organizzatore dell’evento e curatore dei luoghi di San Francesco Caracciolo.

Agnone rappresenta il punto di arrivo del Cammino che San Francesco Caracciolo percorse dai primi di maggio del 1608 da Loreto, fin qui, allontanatosi dalla Basilica Romana di S. Lorenzo in Leucina su invito dei Padri Filippini di Agnone, desiderosi di passare nell’Ordine dei Chierici Minori.

Il Cammino portò San Francesco Caracciolo ad attraversare le Marche, l’Abruzzo, sostando anche a Montelapiana, presso i suoi familiari, e a Villa Santa Maria, luogo di nascita e della sua infanzia, per giungere in questo luogo il 30 maggio.

Nel vedere Agnone predisse la sua morte dicendo “Questo sarà il mio riposo in seculum seculi!” e la febbre che lo colpì nei giorni successivi lo portò a chiedere di essere sepolto in questa Chiesa, la SS. Annunziata, affinché divenisse “la prima pietra” per la fondazione di una casa dei Chierici Regolari Minori.

San Francesco Caracciolo muore il 4 giugno 1608. Le sue spoglie furono esposte per 3 giorni in questa Chiesa che ne custodisce il “cuore e le viscere”, tolte dal corpo che venne imbalsamato e trasferito a Napoli la notte del 7 giugno.

Ripercorrere i passi di San Francesco Caracciolo, commemorarne l’arrivo ad Agnone, ricordare gli ultimi istanti della sua vita e la sua presenza in questo luogo, rappresenta per noi qui riuniti un momento di preghiera e di ricerca dei valori che hanno distinto l’azione ecclesiale e spirituale del Santo, un’azione che ci richiama ad attuare il bene voluto da Dio, con umiltà e in maniera silenziosa, che ci richiama a dedicare attenzione ai bisogni dei deboli ed altrui, imparando a rinunciare al proprio, senza l’ambizione, le esternazioni e la vanità da lui tanto aborrite.

È importante per le nostre comunità celebrare questa ricorrenza, rinsaldare il gemellaggio con la città di Villa Santa Maria, è importante preservare la memoria storica e religiosa dei luoghi in cui San Francesco Caracciolo ha lasciato traccia della sua presenza, perché sarà questo il modo per farsi eredi morali e testimoni concreti dei suoi desideri di amore per il mondo e assicurare nel tempo la continuità dei suoi insegnamenti.

Il nome di San Francesco Caracciolo è legato a varie circostanze, ognuna delle quali importanti per le comunità di Villa Santa Maria e di Agnone. L’Associazione Nazionale dei Cuochi, il Presidio Ospedaliero, l’antica istituzione scolastica del Giardino dell’infanzia, sono tutte realtà di alto significato sociale che siamo chiamati a coltivare, tutelare e a valorizzare, nel nome del “bene cristiano” che San Francesco Caracciolo ha voluto realizzare nel corso della sua vita di impegno clericale.

Grazie a tutti per essere presenti qui stasera, grazie all’impegno dei Padri Caracciolini nel mondo: uniti dal motto “Ad Majorem Resurgentis gloriam”, rivolgiamo a San Francesco Caracciolo la preghiera perché ci aiuti a non svilire le ricchezze spirituali che ci ha donato, affinché ci protegga e ci guidi ad essere protagonisti costruttori di pace, una pace che potrà esserci per tutti solo se per tutti sapremo fare il bene, con atteggiamento di amore fraterno, ultimi tra gli ultimi, diventando umili servitori di Dio.Linda MarcovecchioAgnone, 14 giugno 2017

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