La Madonna di Costantinopoli nella venerazione degli agnonesi | Diocesi di Trivento

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La Madonna di Costantinopoli nella venerazione degli agnonesi

Un'immagine della Madonna di Costantinopoli

Quando Sua Eccellenza Mons. Scotti domandò chi aveva introdotto in Agnone il culto di Santa Maria Di Costantinopoli, rispondemmo che era stato Padre Matteo da Agnone. In verità la domanda meritava e merita una risposta più vasta e articolata.

Attingendo alle fonti storiche ci siamo documentati per appurare che la Chiesetta umile e modesta costruita in Agnone nel 1605 insieme al convento dei cappuccini (la dove è sorto poi l’albergo Italia) ebbe il titolo in onore della Vergine per volontà del borgomastro Marcello de Blasiis, il cui genitore aveva all’uopo destinato un lascito testamentario di ben 300 ducati. In realtà i frati avrebbero voluto come dedica alla loro Chiesa il titolo di Santa Maria dello Spasimo per due motivi.

Il Primo: il convento era sorto per esito di sorteggio, tre volte ripetuto e tre volte confermato, il località “La Croce”.

Il secondo: i lavori della costruzione del corpo di fabbrica erano iniziati venerdì 14 Settembre 1603, festa della Esaltazione della Santa Croce, con la posa della prima pietra.

Oltre a ciò l’iter burocratico per tale costruzione era ostacolato a livello diocesano dalla posizione del Vescovo Mons. Giulio Cesare Mariconda, il quale non voleva i cappuccini in Agnone, a motivo che vi erano già altri ordini mendicanti. Ma il popolo dei fedeli, ovviamente col borgomastro in testa, affidò la risoluzione del problema alla principessa di Stigliano e baronessa di Agnone Donna Elena Aldobrandini in Carafa, che si appellò direttamente al Papa Clemente VIII, suo parente. Il Pontefice concesse l’Autorizzazione.

I frati dunque cedettero al desiderio del borgomastro Marcello de Blasiis che li seguiva con affetto in tutte le loro necessità quale benefattore a tempo pieno e li aveva ospitati durante tutto il periodo della costruzione sia come borgomastro (cioè primo magistrato della città, corrispondente alla figura del nostro Sindaco) sia come privato cittadino. Ovviamente il nucleo dei frati, di cui Padre Matteo era autorevole maestro e infaticabile diffusore di teologia mariana, educò la comunità dei fedeli all’amore e alla devota venerazione della Madonna di Costantinopoli. Ma il culto alla Vergine sotto tale titolo divenne particolarmente intenso quando nel 1656 la popolazione fu decimata dalla peste. Furono organizzate preghiere e suppliche ai santi, ma in morbo non cessava di seminare morte.

Perirono tutti e dodici i frati cappuccini che prestarono generoso soccorso ai malati ...  

La peste miracolosamente cessò solo quando il quadro della Madonna fu portato in orante pellegrinaggio per le vie della città.

Da allora la fiducia gratificata nella Vergine di Costantinopoli si radicò profondamente nell’anima popolare e diventò conoscenza, amicizia, devozione nel rapporto di venerazione consolidata nel tempo.

Mario CarreseAgnone, 11 maggio 2018

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