È morta la signorina Menicuccia Scappaticci | Diocesi di Trivento

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È morta la signorina Menicuccia Scappaticci

È morta la signorina Menicuccia Scappaticci

È morta serenamente nell'abbraccio di Dio Padre la signorina Menicuccia Scappaticci per venti anni sempre vicina al nostro amato ed indimenticato Vescovo Antonio Santucci.

La sera del 20 novembre 2005 presso il Santuario di Canneto, nel saluto ufficiale di conclusione del mandato episcopale di Mons. Santucci in Trivento don Lino Mastrangelo, vicario foraneo di Agnone così concludeva:
"E accogliendo, Eccellenza, il suo invito e le sue stesse parole, Le assicuriamo che l'intera Diocesi serberà eterna gratitudine alla Signora Domenica Scappaticci, che per vent'anni ha lasciato tutto per essere più che Mamma per lei e vigile custode dell'Episcopio tenuto sempre con crescente decoro. E tutto questo gratuitamente, per puro amore verso Dio e la Santa Chiesa, pur in mezzo a sofferenze ed incomprensioni". GRAZIE, Sig.ra Domenicuccia, e Dio la ricompensi come solo Lui sa fare!".
Oggi noi così la ricordiamo e preghiamo per la sua anima eletta.

Menicuccia Scappaticci, piccola, grande Domenica, siamo qui per dirti grazie di averti incontrata.
Ogni persona è una parola di Dio da leggere, piccola bibbia. Tu sei stata per noi una piccola e grande grazia, una bella pagina nella nostra vita. Si stava bene con Menicuccia e Menicuccia stava bene con noi. Il prato fiorito è la bella immagine di ogni persona: fiori, colori, spazi, confini, c'è l'imbarazzo della scelta. Voglio scegliere tre fiori dal tuo prato:

Domenica donna del saluto sorridente e accogliente.

Era capace di dialogo aperto, immediato, semplice; il suo atteggiamento era sempre contenuto, sereno, chiaro, come una bella giornata; donna dal parlare arguto, intelligente, piacevole; il suo conversare sempre rispettoso, delicato, tagliente come la verità; pudica e libera, leggera e prudente, sempre coinvolgente nella sua saggezza.

Domenica gran signora nel lavoro – servizio.

Il lavoro lo ha imparato in casa, una volta pensionata delle Ferrovie dello Stato non si era messa a riposo, ma era entrata in punta di piedi in Episcopio ed era rimasta a servizio del Vescovo Antonio Santucci che amava, ed era riamata, a lui donava la sua cura amorevole, insieme a serenità e preoccupata attenzione, come una sorella e una madre. Una vita a servizio, mai serva, ma sempre signora nel suo lavoro fatto con passione e dedizione. Era diventata così la confidente di noi sacerdoti; donna premurosa ed affettuosa anche per tutti noi, custode attenta e discreta della casa del Vescovo.

Domenica donna di fede e di preghiera.

L'aveva imparato dalla mamma, che ogni giorno, dopo le fatiche del pranzo, si sedeva a leggere il libro della vita dei santi, sul quale si addormentava, imparando e sognando il paradiso. Aveva una fede semplice ed essenziale, obbediente ed intelligente; una preghiera continua, di parole e di intenzioni profonde; una delicatezza di spirito, anima del vivere quotidiano. Devotissima a Maria, alla Madonna del sorriso di Canneto, e noi proprio alla madre celeste l'affidiamo in questo mese di maggio perché l'introduca nella casa di Dio Padre. Amen.

Piccola, grande Domenica, grazie da tutti noi.

Ufficio comunicazioni socialiTrivento, 22 maggio 2019

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