Don Angelo Nicodemo venerdi 7 dicembre diventerà parroco di Santa Maria delle Grazie in San Giovanni Lipioni | Diocesi di Trivento

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Don Angelo Nicodemo venerdi 7 dicembre diventerà parroco di Santa Maria delle Grazie in San Giovanni Lipioni

Il Vescovo Mons. Scotti, venerdì pomeriggio, vigilia della festa dell’Immacolata, presenterà alla comunità parrocchiale di San Giovanni Lipioni il nuovo parroco don Angelo Nicodemo, che sostituisce don Osvaldo da pochi giorni trasferitosi alla parrocchia di Fossalto. Saranno presenti, oltre ai fedeli della piccola e bella parrocchia abruzzese, numerosi confratelli sacerdoti e tutte le autorità cittadine.

Don Angelo è nato a Trivento il 9 aprile del 1951 e vi è stato ordinato sacerdote dal Vescovo mons. Enzio D’Antonio il 29 giugno del 1977. In questi trenta anni di sacerdozio, e poco più, ha prestato il servizio di parroco in più di una parrocchia, ma sempre con grande dedizione e profondo zelo sacerdotale. Egli, infatti, è stato parroco: prima a Vastogirardi, comunità che ha guidato con generosità e sacrificio per dodici anni, poi a Roio e Giuliopoli dove ha profuso tutto il suo zelo per tre anni, ancora a Schiavi d’Abruzzo e a Taverna per dodici anni, parrocchie nelle quali, seguendo le orme del bravo monsignore Don Nicola Di Domenica, si è impegnato ad assicurare a tutti fedeli, compresi quelli delle numerose contrade, il servizio della preghiera, della Parola di Dio e dei Sacramenti e infine, nell’ultimo triennio, a Fontesambuco di Agnone e a Castelverrino.

Inoltre don Angelo ricopre anche l’incarico diocesano di responsabile dell’ufficio pastorale del tempo libero, dei pellegrinaggi e del turismo religioso, vista la sua grande passione di guida ai pellegrinaggi verso i più diversi Santuari, nazionali ed internazionali.

Uno dei pregi più evidenti di don Angelo è l’aver saputo rendere il suo ministero sacerdotale, a livello umano e confidenziale, molto credibile ed accettabile, essendo riuscito a plasmare la sua personalità umana in modo tale da renderla ponte e non ostacolo per gli altri nell'incontro con Gesù Cristo Redentore dell'uomo. Infatti, sull'esempio di Gesù che "sapeva quello che c'è in ogni uomo", il sacerdote don Angelo è in grado di stringere forti e durature amicizie, perché è ben capace di conoscere in profondità l'animo umano, di intuire difficoltà e problemi, di facilitare l'incontro e il dialogo, di ottenere fiducia e collaborazione, di esprimere giudizi sereni e oggettivi.

Nella sua nuova parrocchia di Santa Maria delle Grazie farà tanto del bene. San Giovanni Lipioni, poi, è un grazioso borgo abruzzese che sorge su un poggio a nord del fiume Trigno. Esso è noto non tanto per la famiglia dei Rossi, con i suoi medici e i giuristi, proprietari terrieri, titolari di un'importante dimora che si staglia sul panorama del paese, ma per l’indimenticato sacerdote don Dante Rossi, del quale ricorrono i trenta anni del ritorno alla casa del Padre, ed anche per essere il paese di origine del padre di un bravissimo calciatore, quel Fabio Grosso che, con lo splendido calcio di rigore, nella finalissima contro la Francia, ci ha consegnato il prestigioso titolo di campioni del mondo.

La chiesa parrocchiale, edificata intorno al 1650, su un manufatto preesistente, è stata restaurata di recente secondo le norme del Concilio Vaticano II. Fuori dal centro abitato, si trova anche un’antica cappella, dedicata a S. Liberata, risalente al XIII secolo, presso la quale il primo maggio di ogni anno, secondo la tradizione del rito del "Majo", vi si svolge un pellegrinaggio popolare seguito da una caratteristica e originale festa locale.

Mons. Scotti, avendo designato don Angelo a succedere a don Osvaldo, è profondamente convinto che egli potrà fare, in questa nuova esperienza sacerdotale, tanto del bene specialmente se i fedeli lo vedranno, rivestito della sua propria fisionomia e missione di padre e pastore, sostare spesso davanti al Signore a pregare con attenzione e con gli occhi e il cuore fissi al tabernacolo, per essere in grado sempre di insegnare loro ad oltrepassare i limiti delle vacuità e ad educarli in modo che i loro interessi si rivolgano piuttosto ad abbracciare i bisogni dei più deboli ed essi stessi si dedichino, ma in maniera veramente sincera, ai poveri, ai diversamente abili, agli emarginati e a quanti sentono il bisogno di un conforto fraterno.

Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali - Comunicato StampaSan Giovanni Lipioni (CH), 7 dicembre 2007

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