Il guaio di internet: il bullismo va in rete | Diocesi di Trivento

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Il guaio di internet: il bullismo va in rete

Il guaio di internet: il bullismo va in rete

Sabato 21 marzo, ore 17.30, presso il salone del Centro sociale di Colle san Giovanni, dirigenti e funzionari della Questura e della POLPOST di Campobasso, coordinati dal Dott. De Polis, terranno un incontro su “Le nuove tentazioni della moderna società: Il bullismo e l’uso sregolato di internet”.

Argomenti emergenti, nuovi e complessi, separati e diversi, i quali però si intrecciano e si interferiscono con una facilità di sovrapposizioni e di condizionamenti che solo chi vive tra i giovani conosce e ne percepisce le conseguenze.

Le cronache di qualche anno fa hanno riferito di questa storia incredibile, inimmaginabile, nella sua tristezza e nel suo cinico squallore, triste, ma purtroppo vera. “In Internet viene trovato un video girato con un cellulare: un ragazzo down, a scuola, in classe, viene preso in giro, insultato, preso a libri in faccia, a calci, a sberle, deriso dai suoi compagni (dei ragazzi di 16 – 17 anni). I ragazzi che hanno compiuto questi gesti (bestemmiando, scrivendo insulti alla lavagna,...) sono 4: tre maschi e una femmina...ma tutta la classe fa pensare: molti altri fanno finta di non vedere, fingono di leggere il loro libro, tacciono. Fa orrore pensare che si sia preso di mira un ragazzo disabile, ma siamo sicuri che queste cose non avvengano anche da noi a scuola, con il ragazzo o la ragazza più timida, il più silenzioso, il “secchione”, il compagno straniero,...magari senza calci e sberle, ma con parole che fanno ancora più male, con uno sguardo cattivo, un dispetto, una lontananza che ferisce?”.

A ben riflettere quanti dei nostri ragazzi sono stati vittime silenziose di episodi se non così gravi, ma in certo qual modo analoghi a questo? Anche se a noi personalmente ciò non è capitato né come vittime né come protagonisti, ci è forse capitato di vedere compagni presi in giro, derisi, emarginati? La nostra reazione quale è stata, cosa abbiamo fatto in concreto? Indifferenza, silenzio complicità o ferma e decisa condanna con presa di posizione a favore del più debole? L’amicizia e lo spirito di lealtà ha prevalso sulla paura e sul rispetto umano? Chi nel gruppo dei compagni si sente forte è bene che metta la sua forza e il suo prestigio a servizio dei più deboli e mai li usi per spirito di sopraffazione.

Ormai il computer è in tutte le case di ragazzi e giovani. Internet à usato per svago, per cultura, per aggiornamento e per lavoro. Ed effettivamente, navigando in internet, ci si può accorgere subito che è possibile trovarvi letteralmente tutto e il contrario di tutto. Il servo di Dio Giovanni Paolo II° aveva definito Internet “ un nuovo Forum per proclamare il Vangelo".

Anche la riflessione cristiana ha accompagnato lo sviluppo della rete, soprattutto in sede di applicazioni e risonanze di ordine accademico e pastorale. La rete, proprio grazie al fatto che è in grado di contenere tutto, facilmente può essere paragonata a una sorta di grande supermarket, in cui è possibile trovare ogni genere di prodotto religioso e ateo, formativo e diseducativo, fonte di bene ed istigatore al male, e tutto questo con la più grande facilità: ciascuno può attingere dalla rete non secondo reali e nobili esigenze, ma anche secondo bisogni e interessi squallidi e di basso profilo verso i quali c’è autentico accanimento e persecuzione ai fini di una inqualificabile soddisfazione. Antonio Spadaro s.j., nel suo splendido libro "Dio nella «rete»" afferma che «la Chiesa si avvicina a questo mezzo con realismo e fiducia. Come altri strumenti di comunicazione, esso è un mezzo e non un fine in se stesso. Internet può offrire magnifiche opportunità di evangelizzazione se utilizzato con competenza e con una chiara consapevolezza della sua forza e delle sue debolezze. Soprattutto, offrendo informazioni e suscitando interesse, esso rende possibile un primo incontro con il messaggio cristiano, in particolare ai giovani che sempre più ricorrono al cyberpazio quale finestra sul mondo. È importante, quindi, che la comunità cristiana escogiti modi molto pratici per aiutare coloro che entrano in contatto per la prima volta attraverso internet, a passare dal mondo virtuale del cyberspazio al mondo reale della comunità cristiana».

Il Vescovo mons. Scotti invita tutti, giovani ed adulti, genitori e figli, alunni ed educatori, perché conoscere e prevenire è sempre meglio della indifferenza, del lasciar correre o del dover correre ai ripari allorquando le situazioni ormai già ci sfuggono di mano.innovativo.

Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali - Comunicato StampaTrivento (CB), 19 marzo 2009

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