Le ricorrenze dei Sacerdoti di Frosolone | Diocesi di Trivento

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Le ricorrenze dei Sacerdoti di Frosolone

Le ricorrenze dei Sacerdoti di Frosolone

L'anno 2019 registra quattro significative ricorrenze a Frosolone. Cento anni dalla morte di Giuseppe Maria Zampini, 50 anni dalla Ordinazione Sacerdotale di  Don Mimì Fazioli e P. Peppino Palumbo, 25 anni dalla Ordinazione Sacerdotale di Don Angelo Ricci, attuale Parroco di Frosolone.

Le ricorrenze fanno rivivere il passato, lo rinfrescano  e lo ringiovaniscono. Non è semplice nostalgia o sterile rimpianto, ma ricomposizione del presente, che è l'unico tempo che abbiamo a disposizione. Se ci muoviamo nel passato o nel futuro rimaniamo fermi, perché entrambi non esistono. Trasformare il passato in valorizzazione del presente è singolare opportunità per tutti. Il tempo ordina, illumina e trasforma lo spazio in anelli di una catena in costante crescita senza retromarce. Privilegia le azioni che generano nuovi dinamismi nelle comunità cristiane e coinvolgono altre persone, senza ansietà, con convinzioni chiare e tenaci. Solo "in cordata" si cammina con coraggio, perché se qualcuno cade gli altri lo tengono e lo salvano.

Il tempo è anche disponibilità ad un incontro vero, è spazio per vedere, sentire, fare festa, per avere compassione e per fare un pezzo di strada insieme. La vita, poi, è piena di dettagli che si rivelano a chi è "sensibile" al tempo. Una delle possibili definizioni dell'intelligenza è la capacità di trovare "connessioni" fra persone, cose, tempi e avvenimenti diversi. Molte idee, incluso anche le buone idee, possono nascere grazie alla possibilità di fare ampie connessioni. Tento anch'io di operare qualch'una.

Giuseppe M. Zampini, Don Mimì Fazioli, P. Peppino Palumbo, Don Angelo Ricci, quattro testimoni cristallini del Vangelo, propongono oggi valori per i quali è valsa la pena scegliere, lottare e vivere. Quattro preti-coraggio che hanno testimoniato e testimoniano perché la persona sia libera e forte al servizio dei più deboli, veri discepoli di Cristo. Il loro stile di vita riguarda la loro forza attrattiva che si sprigiona dalla vocazione al Sacerdozio e dalla "conguenza" tra pensieri e sentimenti, libertà e chiusura, parole e azioni, grazia e vita. Non la semplice "scorza" o la superficie esteriore e la differenza di età  li distingue, ma la fede nel Cristo Risorto li accomuna. Cammino insieme alle persone, ascolto di ciascuno nella sua unicità, trasmissione dell'unico messaggio di Cristo permettono di farli sentire ancora vivi e presenti : hanno creato relazioni profonde e durature con tutto il popolo di Frosolone. Sinfonia di carismi, unità nella diversità senza contrapposizioni, spirito di comunione e di corresponsabilità, flessibilità e creatività, sono i doni dello Spirito che hanno fruttificato nella loro missione e nell'azione pastorale.

Don Giuseppe M. Zampini, prete di vasta cultura, studioso della Bibbia e della Pedagogia, ha scritto e pubblicato molti libri, ha insegnato per tutta la vita, ha concluso la sua intensa attività sacerdotale con un ventennio di "parrocato" a Frosolone. Presente con varie pubblicazioni nel dibattito teologico-pastorale nel periodo del Modernismo (1890-1910), passò indenne tra le turbinose vicende che investirono la comunità ecclesiale. Mantenne, infatti, eccezionale equilibrio e acuto senso di sincerità storica, collegandosi alla migliore tradizione ecclesiastica meridionale, a partire dalla cultura benedettina cassinese fino alle grandi figure vescovili del Sud dell'800 e oltre. Si fa teorico e divulgatore, con numerosi scritti, della pedagogia improntata all'attivismo delle scuole nuove e al cattolicesimo liberale, conciliatorista e antintegralista con chiare curvature rosminiane. Sono frequenti nei suoi scritti i riferimenti ai detti, agli usi, alle tradizioni della sua terra Frosolone, ispirati tutti alla saggezza popolare, e trasmessi con rispettosa venerazione, quasi fosse "LA BIBBIA"  delle persone semplici, capace di indicare alle nuove generazioni le vette dei sentimenti più alti e dei comportamenti più nobili. Ha sempre inculcato anche l'educazione alla bellezza, perché "il bello oltre ad essere una festa per gli occhi", nutre lo spirito e lo illumina elevandolo. Le intuizioni di Don Zampini si muovevano in questo senso. Restiamo meravigliati che tale educazione, rara tra gli uomini eruditi di solito poco inclini alle arti liberali, fosse da lui vissuta con lo stesso intenso stupore del bambino dinanzi ad una cosa bella. Ma più meravigliati restiamo nell' apprendere oggi che nel 1917 la Commissione Pontificia per gli studi biblici, per volere e incarico del Papa Benedetto XV, ha invitato lo Zampini a tradurre le Sacre Scritture dal latino del testo della Vulgata in lingua italiana. Il Manuale della Bibbia, usato come libro di testo nei Seminari di Italiae Le Lettere di San Paolo, ebbero grande diffusione in varie Riviste italiane. Anche la scrittrice sarda Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura, ebbe una fitta corrispondenza epistolare con Don Zampini, che influì tanto per la sua conversione alla fede cattolica.

Don Mimì Fazioli. Il 50°anniversario della sua Ordinazione Sacerdotale, mentre scandisce l'inesorabile scorrere del tempo, suscita anche pensieri di grato ringraziamento e di verifica sul grado di fedeltà che ha distinto e valorizzato il suo cammino percorso. Sant'Agostino così si sfogava con i suoi fedeli : "In questo giorno anniversario il pensiero, di quale ragione debba rendere grazie a Dio per voi, si fa più pungente e lo stimolo più forte. (...) Che cosa posso fare di meglio se non ricordarvi che diventiate il mio gaudio?" (Sermo 339,1). A noi, amici confratelli, parrocchiani di Pescolanciano e di Trivento, compaesani di Frosolone, diventare il suo gaudio resta l'augurio più sentito e l'auspicio più vivo, perché Don Mimì possa ringiovanire nell'esperienza iniziale, rinsaldare il vigore apostolico, sentirsi rincuorato dal sostegno della preghiera e consolato dalla nostra vicinanza affettiva. "Essere prete oggi" non è titolo di onore, ma di servizio gratuito e oneroso, libero e continuativo. Agendo come "pastore che puzza di pecore e odora di Cristo", maestro e compagno di viaggio, ha ricevuto il dono del Sacerdozio per guidare il popolo di Dio nel suo pellegrinare verso  l'eterna beatitudine. Altezze vertiginose, incarnate nella fragilità della sua persona !

Di Don Mimì parroco ricordo l'amore per i giovani e lo sport, insieme alla cultura varia, vasta e profonda. Aver vinto il campionato italiano ragazzi di "palla a volo-volley" non è segno di orgoglio e di vittoria, ma "prova" di un impegno serio e costante, che non ha mai registrato intermittenze. Aver servito, come Vicario Generale due Vescovi, ha indicato una forte e autentica collaborazione di Chiesa, balsamo per favorire l'armonia nella differenza di caratteri e di stile, segno di solida unità della comunità diocesana. Grazie Don Mimì, Dio te ne renda merito!

P.Peppino Palumbo. Ho seguito il suo cammino di formazione al Seminario Regionale di Chieti per 7 anni, appena nominato Parroco di San Pietro a Frosolone. Insieme a Don Mimì, (due perle di giovani scelti da Dio nella semplice comunità parrocchiale), l'ho seguito e accompagnato per scoprire ogni giorno l'essenza della loro identità e il significato della loro scelta e del servizio al popolo di Dio. La relazione tra i doni di Dio e il l ministero presbiterale è apparsa subito motivata e serena, opportuna e feconda. Il tema della "santificazione sacerdotale", zampillata dalle limpide pagine del Vangelo, ha innervato il suo cammino umano, teologico, spirituale e pastorale. Essere discepoli  e "andare dietro" a Cristo è stato per P. Peppino la radice della sua vocazione e missione. Scrivo queste note nella festa del Sacro Cuore di Gesù, 28 giugno 2019, vigilia del 50° anniversario della sua Ordinazione. Nella devozione al Sacro Cuore si adora la persona del Signore, riferendosi al suo centro più intimo, che forma e determina tutti i suoi atteggiamenti. La funzione del cuore consiste nel sentire tutto ciò tocca la persona e la vita. E così il cuore è "il barometro della vita". Raccolgo alcune suggestioni che sotto la "cifra" del cuore ha aiutato P.Peppino ad accostare la sua intima e autentica realtà di "uomo" e la sua scelta di vita, "missionario" degli Oblati Maria Immacolata (OMI) in America Latina. Vivere il "ministero" che sgorga dal "cuore trafitto", all'interno di situazioni difficili e non sempre comprensibili in terra di missione, è stato lo stile di P. Peppino,  facendosi carico di aprire il cammino verso Cristo, "che dà a tutti la vita e il respiro ad ogni cosa". Che abita nel cuore di ognuno e si fa scoprire. Con la certezza che anche in contesti culturali aridi o ostili o indifferenti Dio "si esprime" e parla alla mente e al cuore dell'uomo in ogni stagione della vita e in ogni luogo e spazio abitato.

Don Angelo Ricci. Venticinque anni di ministero pastorale e di servizio ad Agnone e Frosolone traducono il suo stile di giovane prete, nato a Civitanova del Sannio. Ho avuto modo di seguire e apprezzare le linee portanti del suo impegno di Parroco e le sue scelte ministeriali sulla scia delle indicazioni di Papa Francesco e dei Vescovi Diocesani Mons. Santucci, Scotti e Palumbo. Alcuni snodi principali mi hanno particolarmente colpito : il coinvolgimento dei laici nella vita delle Parrocchie ( tre in passato, una sola nel presente), la passione e l'entusiasmo nell'affrontare i numerosi problemi quotidiani, il rigore e la sapienza nell'apertura verso i giovani, la famiglia, i poveri, gli indifferenti e i non credenti. " Formare cristiani adulti  e maturi nella fede, un popolo del sì, pellegrini e lievito di vita nel quotidiano : sono stati i suoi obiettivi di fondo. Coniugano la fatica del viandante e la carica del sapiente che mette a disposizione degli altri  il suo pensiero e il coraggio del proprio agire. Dotato di viva carica umana, aperto all'incontro e al confronto, sa infondere attrattiva e simpatia. Avanti sempre, Don Angelo, sempre in alto, sempre in profondo, sempre "oltre" verso il "totalmente ALTRO", con tutti, dovunque, in gratuita scelta di servizio!

Ricordo, infine, con particolare grato ricordo, attenzione e rispetto i preti di Frosolone che ho avuto la gioia di incontrare nei 18 anni del mio servizio pastorale come Parroco a San Pietro apostolo, con la materna protezione dell'Immacolata "Diva Immagine" : Don Filippo Fracasso, Don Filippo La Gamba, Don Giovanni Russo, Don Alfonso Colaneri. Un grazie sentito e vivo per aver "incarnato" la presenza di Dio in mezzo al popolo frosolonese. Riposino serenamente in pace nella gioia dei Risorti.

Don Antonio Di LorenzoLanciano, 10 luglio 2019

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