Primo anniversario della morte del compianto vescovo emerito di Trivento mons. Antonio Santucci | Diocesi di Trivento

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Primo anniversario della morte del compianto vescovo emerito di Trivento mons. Antonio Santucci

Primo anniversario della morte del compianto vescovo emerito di Trivento mons. Antonio Santucci

Domani 26 settembre ricorre il primo anniversario della morte del compianto vescovo emerito di Trivento mons. Antonio Santucci: lo ricordiamo con immutato affetto e con profonda nostalgia: impossibile dimenticare il suo linguaggio di fede incrollabile e di fulgida testimonianza, insieme con lui abbiamo vissuto un'esperienza straordinaria di Chiesa lunga vent'anni. La sua città natale di Magliano dei Marsi domenica 29 settembre gli dedicherà una strada in segno di cortese gratitudine e di memoria perenne: sarà presente anche il nostro Vescovo mons. Claudio Palumbo con una rappresentanza dei canonici della Cattedrale dei Trivento e alcuni laici.

Se ancora continuiamo a ricordare l'uomo, il sacerdote il vescovo Santucci un qualche valido motivo c'è e ci sarà sempre. E qual è? Egli era veramente un sant'uomo!

Un pastore sempre intento alla formazione spirituale delle sue pecorelle, perché formando un buon cristiano sapeva di formare, soprattutto spiritualmente, un uomo. Un vescovo di grande integrità morale, sobrio e discreto, che ha favorito la corresponsabilità nella comunità diocesana e ha sempre avuto grande attenzione verso le vocazioni sacerdotali e religiose.

Fin dall'inizio  del suo ministero episcopale, era il 1985, la sua singolare figura apparve a tutti noi come quella di un uomo dai nobili sentimenti, di un sacerdote esemplare, nonché di un vescovo colto, capace di saper trovare sempre l'occasione, senza invadere e come in un attimo di pausa, per esprimere la capacità dell'uomo-sacerdote di rapportarsi agli altri ed in particolar modo ai suoi sacerdoti ed ai giovani in genere.

Era un personaggio di grande spiritualità e di forte carisma e coloro con i quali era in contatto sentivano fortemente queste due caratteristiche.

Una grande disponibilità mentale, basata essenzialmente sulla piena responsabilità del suo ruolo spirituale, determinava in noi un corretto approccio col tema della Fede: la sua capacità di ascolto era misericordiosa ed efficace nel puro senso letterale, perché col suo sguardo profondo mons. Santucci sembrava interrogare le nostre anime, per intravedere altre prospettive di comprensione e di responsabilizzazione, in un piacevole scontro di dialogo e di confronto.
Era particolarmente legato all'azione pellegrina a Lourdes più volte l'anno allorquando si accostava al mondo della malattia e tutti si accorgevano che lui era un uomo buono dotato di grande umanità, e questo lo portava ad essere vicino agli altri con quel sorriso dolce e rassicurante, che te lo faceva sentire vicino ed uno di cui ti puoi fidare sempre e a prescindere. Appena nominato parroco a Trivento mi volle con lui a Lourdes e in quel pellegrinaggio mi ha insegnato lo spirito di Lourdes, l'approccio al dolore, alle difficoltà della vita, alle indigenze che ogni persona ha, a non arrendermi mai e che il mondo non è mai solo bianco o nero, ma anche grigio e di mille sfumature. Mi ha insegnato a guardare nel profondo le persone che si che soffrono come o molto più di noi. Mi ha insegnato a non dire mai no alle richieste per quanto difficili o gravose fossero. Mi ha insegnato la disponibilità cristiana verso il più debole e bisognoso.

Anche ora, a distanza di un anno, ricordando la sua poliedrica figura, una forte commozione mi pervade l'animo, sapendo che non ci sono parole che possano spiegare la grandezza spirituale di quest'uomo che Dio ci ha donato e che la mia, anzi la nostra speranza è che l'affetto che proviamo ancora per Lui, sia una certezza, che certamente egli potrà sentirla lassù tra gli angeli.

Mons. Santucci, sacerdote e vescovo esemplare, con amore e sacrificio ha guidato tutti noi, per vent'anni, sia umanamente, sia spiritualmente, perché stando tra noi ci ha insegnato e testimoniato l'amore incondizionato a Gesù Salvatore e alla Madonna, che erano le sue uniche costanti passioni. Chi l'ha conosciuto può considerare la potenza della azione dello Spirito in lui e la preziosità dei suoi doni spesi, tutti e sempre, a servizio esclusivo della Chiesa di Cristo.

Proprio per non dimenticare, ecco una scheda riassuntiva della nobile figura dell'intensa opera pastorale di Mons. Santucci

Nato a Magliano dei Marsi il 30.10.1928 da Luigi e Nicolina Di Girolamo.
Ha frequentato le scuole ginnasiali nel Seminario Diocesano di Avezzano, il liceo e la teologia nel seminario Regionale di Chieti.

E' ORDINATO SACERDOTE IL 1° LUGLIO 1951.
V. Rettore del Seminario Diocesano dal 1951 al 1955.
Rettore del Seminario Diocesano dal 1955 al 1973.
Contemporaneamente ha insegnato lettere (Italiano - Latino - greco) nel ginnasio del Seminario.

Canonico della Cattedrale di Avezzano il 1° Luglio 1955.
Canonico Teologo della Cattedrale dei Marsi il 1° Settembre 1965.
Cameriere Segreto di Sua Santità nel 1963.

Nel Sinodo diocesano nel 1958 nominato Esaminatore e Giudice Sinodale.
Vice assistente della Gioventù femminile di azione Cattolica dal 1951 al 1955.
Assistente della stessa Associazione dal 1955 al 1970.

Presidente della Commissione Diocesana di Liturgia dal 1962 al 1975.
Incaricato Diocesano per l'Ecumenismo fin al 1960.
Direttore Diocesano dell'Unione Apostolica del clero dal 1965.

Eletto al Consiglio Presbiterale la prima volta il 29.9.1966 e rieletto in tutti i successivi Consigli.
Revisore dei conti dell'Ufficio amministrativo e Membro del Consiglio di Amministrazione.
Parroco di Carsoli dal 1.2.1973 ed eletto Vicario foraneo il 20.9.1974.
Insegnante di religione nelle Scuole Statali dal 1970.
Nominato Vicario generale della Diocesi dei Marsi il 1.11.1979.

Nominato Vescovo di Trivento il giorno 8 Maggio 1985.
E' CONSACRATO VESCOVO IL 22 GIUGNO 1985 per mano del card. Gantin
Fa Ingresso solenne in Diocesi il 27 luglio 1985

Per molti anni è Incaricato CEAM per i Problemi sociali e del lavoro.
E' presente in tutte le parrocchie della Diocesi nelle varie circostanze, effettua due Visite pastorali, celebra il sesto Sinodo diocesano e in occasione del suo cinquantesimo di sacerdozio in Diocesi si celebra il Secondo Congresso Eucaristico. Del Sinodo e del Congresso resta memoria nei due libri editi dalla Diocesi.

Presso il Santuario diocesano della Madonna di Canneto fa costruire e inaugura la Grande Tenda del Convegno, la Piccola Tenda del perdono e il percorso di preghiera dei venti Misteri del Rosario.
Ordina una ventina di nuovi sacerdoti. Stimola e sollecita continuamente i vari uffici pastorali a raccogliere le sfide e le attese delle nuove generazioni. E', con gli interventi paterni e con gli articoli di stampa, una continua spina nel fianco dei politici affinché si spendano per le aree interne e mettano il Bene Comune al primo posto nei propri programmi elettorali.

Dà mandato all'economo diocesano e allo staff tecnico per restaurare molte chiese e fa costruire numerose case canoniche.

Interviene sulla stampa religiosa per precisazioni di ordine etico, morale e dottrinale e, come si dice in gergo, ricava le pulci, senza alcun timore reverenziale, anche a mons. Ravasi, al cardinal Martini e don Sciortino di Famiglia Cristiana.

Diventa Amministratore Apostolico di Trivento il 17 ottobre e lo resta fino al 18 dicembre 2005.

Vescovo Emerito di Trivento, con residenza in San Giovanni Rotondo (FG) ove svolge amorevolmente il ministero di Confessore, Conferenziere e pubblicista.

Ufficio comunicazioni socialiTrivento, 25 settembre 2019

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