Un ricordo di LINA DEL CASTELLO, la dolce mamma di don Vladimiro | Diocesi di Trivento

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Un ricordo di LINA DEL CASTELLO, la dolce mamma di don Vladimiro

Un ricordo di LINA DEL CASTELLO, la dolce mamma di don Vladimiro

La sensibilità albergava nel suo cuore, la dolcezza abitava nelle sue parole, la tenerezza emanava da tutti i suoi gesti.

Nel primo pomeriggio del 15 luglio la mamma di Don Vladimiro ha lasciato la terra per il cielo e nel pomeriggio del giorno successivo Sua Ecc. Mons. Claudio Palumbo, Vescovo della Diocesi di Trivento, ha presieduto la celebrazione eucaristica: concelebranti molti sacerdoti della Diocesi.

Sono stato da lei nel tardo pomeriggio del giorno 14 luglio, festa liturgica di San Camillo de Lellis. Rimasi colpito dal lungo sguardo che ci siamo scambiati.

Vedere, essere visto, è un'operazione importante della vita. Accanto all'ascolto, ci permette di entrare in relazione con l'altro e ci aiuta a conoscere e a riconoscere.

Guardare è una cosa, vedere un'altra. Bisogna "saper vedere"! Non si finisce mai di imparare quest'arte da cui dipende la comunicazione e il sapore della vita.

Dall'infanzia ho conosciuto la Signora Lina. Sul "vedere" mi limito a ricordare alcuni episodi.

Presente in Cattedrale nel pomeriggio del 28 dicembre 1975 quando Sua Ecc. Mons. Enzio D'Antonio consacrò Sacerdote Don Vladimiro. La gioia della signora Lina fu grandissima. Bellissima cerimonia in Cattedrale, grande festa nella loro casa in Via Marconi.

Don Vladimiro celebra la Prima Messa solenne in Santa Croce. Tantissimi fedeli presenti, tanti discorsi in onore del Sacerdote novello. Tutti parole di elogio in suo onore e nei confronti della famiglia che aveva il figlio alla Chiesa.

Ricordo che alla fine Don Vladimiro disse: "Ringrazio il Signore che mi ha chiamato al Sacerdozio, il Vescovo e il parroco di questa parrocchia, Don Furio Fiocca; il mio grazie alla mia famiglia che mi ha sostenuto. Il mio pensiero va alle famiglie che fanno tanti sacrifici per dare un futuro ai propri figli".

Il 26 dicembre 1995 Sua Ecc. Mons. Antonio Santucci celebra la Messa vespertina nella chiesa di Santa Croce: presenti le famiglie che nell'anno hanno battezzato i figli, i ragazzi che hanno fatto la Prima Comunione e gli adolescenti che hanno ricevuto la Cresima, le coppie che si sono unite in matrimonio.

Presente Don Vladimiro e la sua famiglia, per i suoi primi venti di sacerdozio: dopo la Messa, nella Casa Canonica un momento di festa, preparata da Lina: sempre sorridente, sempre contenta.

All'offertorio i nipoti Claudio, Diletta ed Enrico offrono al Vescovo e a Don Vladimiro i fiori.

Lina sempre presente in chiesa nella novena dell'Immacolata, nel Triduo in onore di Santa Lucia, nella novena di Natale; del CORO era la voce principale insieme a quella di Nunziatina sorella di Don Furio Fiocca parroco di Santa Croce dalla fine della seconda guerra mondiale al 16 aprile 1979.

Presente in chiesa tutte le domeniche e tutte le feste. Presente nel mese di maggio dalla recita del Rosario alla celebrazione eucaristica.

Il suo volto era pieno di gioia quando Maria Giovanna e Matilde si sono unite in matrimonio, quando i nipoti hanno ricevuto il battesimo, la prima comunione, la cresima e, negli ultimi anni si sono sposati. La gioia era ancora più grande perché celebrante era Don Vladimiro.

Contenta quando i nipoti si sono laureati ed hanno avuto il posto di lavoro.

Ha seguito con gioia i vari incarichi che i Vescovi hanno affidato a Don Vladimiro nella Curia Vescovile, nelle parrocchie e quando è diventato Esorcista.

Come ogni mamma, con trepidazione, ha seguito i primi incontri che lui aveva nelle varie attività.

Dopo che Maria Giovanna e Matilde si sono unite in matrimonio e stavano giustamente nelle loro case, il suo volto era luminoso e brillava di gioia immensa quando mi diceva: "Io e Vladimiro stiamo benissimo. La mia giornata ha come punto importante preparare la colazione, il pranzo, la cena e tutto per lui".

Quando i figli, i generi, i nipoti andavano a casa sua fissava lo sguardo su ognuno di loro, sui loro volti, sugli occhi e "leggeva" quello che avevano nel cuore.

E' bello quando qualcuno si accorge di noi e possiamo ricevere lo sguardo di amore. Essere visti è il primo modo di sentire la fiducia riposta in noi dagli altri. In ogni relazione che fa parte della nostra vita, non dimentichiamo mai quando "abbiamo visto", quando "siamo stati visti" con amore.

Quando si accorgeva che in qualcuno di loro c'era qualcosa che lo turbava, con parole giuste, con uno sguardo pieno di amore, con un sorriso e con una battuta incoraggiava, stimolava ad andare avanti. Con lo sguardo raggiungeva l'altro, gli parlava e lo toccava.

Lina non diceva sempre: "Sì, tutto va bene" ma, con amore, con delicatezza, diceva: "Mi sembra che a te manca qualcosa; penso che forse sarebbe meglio se fai in modo diverso".

L'ha fatto con i figli quando erano ragazzi e giovani, poi con i nipoti e, infine, con ragazzi di famiglie amiche; con lo sguardo, con la parola anche di richiamo cercava di portare a tendere a mete alte, a riconoscere che mancava qualcosa, anche una sola; con estrema delicatezza diceva che non dovevano ritenersi soddisfatti di loro stessi.

E loro dovevano rispondere a quello sguardo, dovevamo sentire che il suo sguardo e il suo amore li spingevano a cambiare, a prendere un nuovo orientamento, a mutare i rapporti che con gli altri e con le cose, per poter raggiungere la meta prefissata.

Noi ringraziamo il Signore per le meraviglie che ha operato nel cuore della Signora Lina e che ha operato e opera nei figli, nei nipoti e in tutte le persone che hanno avuto l'onore di avvicinarla, di conoscerla, di apprezzarla.

Don Luigi Di lellaTrivento, 21 luglio 2021

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